DOMENICO CIPRIANO
Poesie di IL CONTINENTE PERSO
Col viaggio mi fingo ombra
per segnare passaggi nel tempo
senza traccia neppure accennata,
essenza visibile nell’istante, dubbio
di essere apparso, o essere un falso.
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Sulle mie montagne
c’è il mare.
Lo guardo appoggiando
l’ombra a un palo.
Sempre tempestoso
riflette gli animi
di questa gente.
Chi vive lì sotto
vede fosche giornate
ripetersi, inutili,
senza sogni, né
speranza di cambiare.
Siamo pochi
rimasti a guardare
questo mare.
Scompare
a Mezzogiorno,
quando la bassa marea
assorbe le sue nuvole.
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Amore, non credo
nell’economia di scala
nella produzione di massa
per questo è una
la rosa che ti dono
perché si è in un solo modo
per ognuno.
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Cerchio riflesso lampade flebili
esili ritmi nati dai cerchi
sommati: bocche occhi gole
dei sassofoni bui nei centri
(ogni cerchio è oscuro nel centro
ripercuote insistente se stesso
ridesto nei segni invadenti
del mondo e i simboli tondi)
rossetto sui bordi solletica
sforme sorriso a mezza luna
la nota che nuota nei riccioli:
boccoli tondi riposti alla cruna.
© Fermenti
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