S?bado, 19 de mayo de 2007
In limine


Godi se il vento ch'entra nel pomario
vi rimena l'ondata della vita:
qui dove affonda un morto
viluppo di memorie,
orto non era, ma reliquiario.

Il frullo che tu senti non ? un volo,
ma il commuoversi dell'eterno grembo;
vedi che si trasforma questo lembo
di terra solitario in un crogiuolo.

Un rovello ? di qua dall'erto muro.
Se procedi t'imbatti
tu forse nel fantasma che ti salva:
si compongono qui le storie, gli atti
scancellati pel giuoco del futuro.

Cerca una maglia rotta nella rete
che ci stringe, tu balza fuori, fuggi!
Va, per te l'ho pregato,- ora la sete
mi sar? lieve, meno acre la ruggine?


(Ossi di Seppia)


La morte di Dio

Tutte le religioni del Dio unico
sono una sola: variano i cuochi e le cotture.
Cos? rimuginavo; e m'interruppi quando
tu scivolasti vertiginosamente
dentro la scala a chiocciola della P?rigourdine
e di laggi? ridesti a crepapelle.
Fu una buona serata con un attimo appena
di spavento. Anche il papa
in Israele disse la stessa cosa
ma se ne pent? quando fu informato
che il sommo Emarginato, se mai fu,
era perento.


(Satura; Satura I)


***

(Eugenio Montale naci? en G?nova el 12 de octubre de 1896 y falleci? en Mil?n el 12 de septiembre de 1981. Fue poeta, ensayista y cr?tico de m?sica. Recibi? el Premio Nobel de Literatura en 1975.

Tags: montale eugenio

Publicado por gala2 @ 3:35  | POEMAS
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Comentarios
Publicado por Vixo
Martes, 19 de agosto de 2008 | 23:39
Este poema esta muy bueno, en epsecial el contenido